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Studenti premiati con progetto “Repubblica”

Repubblica@scuola

Repubblica@Scuola è un progetto didattico online proposto dalla redazione di Repubblica.it che offre agli studenti non solo l’informazione sui grandi temi di attualità, ma la possibilità di scrivere il proprio pensiero attraverso articoli argomentativi e di opinione,che sono pubblicati di volta in volta sulla pagina ufficiale del sito di Repubblica@Scuola, creando una rete di confronto tra tutte le scuole d’Italia.
Repubblica@Scuola è un’opportunità più unica che rara per noi studenti perché possiamo esprimerci liberamente e potenziare le nostre competenze linguistiche e la nostra creatività.
Questo progetto stimola la nostra creatività, poiché siamo liberi di scrivere ciò che vogliamo ma, sempre attenendoci ai temi proposti dalla redazione e rispettando tempi di consegna ben definiti.
Inoltre, ci dà l’opportunità di riflettere e sviluppare discorsi che “nella vita di tutti i giorni” difficilmente faremmo; ad esempio i temi : la musica nel cuore; salute, stima e verità e tu credi in quel che sei, hanno avviato un percorso di riflessione interiore che ci ha aiutato a capire anche noi stessi.
Ringraziamo di cuore la Prof.ssa Masullo che ogni anno ci offre questa opportunità per lavorare al progetto di Repubblica@Scuola, sostenendoci e credendo sempre in noi!

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Classe 4^AI – Istruzione tecnica, informatica e telecomunicazioni
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Classe 4^BI – Istruzione tecnica meccanica e meccatronica
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Classe 3^AI – Istruzione tecnica, informatica e telecomunicazioni
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Articoli pubblicati nell’anno scolastico 2015-2016:

SVILUPPO TECNOLOGICO

Lo sviluppo tecnologico e scientifico dell’informatica e dell’elettronica ha trasformato il mondo della comunicazione negli ultimi cinque anni in un modo molto rapido. Questa crescita è avvenuta grazie ad una alta necessità di comunicare con l’altra parte del mondo, soprattutto nell’ambito commerciale in cui è molto importante conoscere tutte le informazioni per avere ottimi risultati nel mondo del lavoro.
All’inizio del ventunesimo secolo i livelli di istruzione nell’ambito tecnologico sono cresciuti moltissimo, per cui oggi noi abbiamo a disposizione tutti i mezzi per comunicare che ci mettono in contatto con persone che sono ovunque e in qualsiasi momento.
Ormai siamo circondati dalla tecnologia, ogni nostro singolo movimento viene registrato anche se noi non ne siamo a conoscenza e ciò grazie al telefono che abbiamo sempre in tasca. Il telefono che nacque con dimensioni abbastanza grandi, ora si è evoluto in modo che può essere tenuto in tasca. Questo dispositivo ci consente una informazione diretta.
Nella vita quotidiana tutti noi usiamo il telefono per comunicare ma a volte esageriamo perché ne siamo troppo dipendenti, senza pensare alle persone che ci circondano o alla nostra famiglia, creando un vuoto nella relazione umana. Quando fu creato serviva per mettere in contatto persone molto distanti tra loro ma oggi allontana persone che si trovano nella stessa stanza perché quando siamo liberi, la prima cosa a cui pensiamo è il telefono. Paradossalmente invece di potenziare la comunicazione umana, la svuota di significato.
Questo fenomeno può essere corretto dall’uso del telefono solo quando è necessario, dobbiamo fare attenzione a non rimanere in un mondo virtuale ma apprezzare di più le persone che vediamo tutti i giorni e che ci sono vicine anche nella vita quotidiana della nostra vita.

Scritto da KHAIRA JASKARAN ,classe 4^AI

 

 

 

L’EVOLUZIONE DEL CELLULARE

Il ventunesimo secolo determina l’evoluzione della vita quotidiana, un passo avanti tanto vantaggioso quanto svantaggioso. Entrando nel terzo millennio si definisce un nuovo stile di vita da cui non si può tornare indietro! I telefoni cellulari, anno dopo anno, sono in grado di svolgere sempre più funzioni che, fino a vent’anni fa, erano impensabili e pure considerate inutili: mai si sarebbe pensato di poter sostituire un computer con un piccolo quanto efficiente cellulare. Il passo da cellulare a smartphone ha indotto un netto cambiamento nella vita quotidiana: l’esempio più semplice è che tutti oggi hanno un abbonamento Internet collegato alla propria SIM telefonica, quando fino a cinque o sei anni fa non veniva considerato indispensabile. Siamo giunti quindi ad un punto di non ritorno. Da un lato, lo sviluppo rappresenta un vantaggio in quanto, in caso di pericolo o di urgenza, si è sempre in grado di chiedere aiuto o soccorso; ma dall’altro lato, rappresenta una sorta di freno perché la completezza di uno smartphone rende impossibile non utilizzarlo nella vita quotidiana, diventando così schiavi del proprio dispositivo. Io sono cresciuto insieme ad essi e non mi è possibile quindi comprendere a pieno come sarebbe la società moderna se non ci fossero i cellulari e gli smartphone. Questi ultimi rappresentano il collegamento con il mondo in tutti i sensi: a partire dalle chiamate fino ad arrivare alla possibilità di leggere articoli di giornale oppure lavorare tramite essi. Tutto ciò rappresenta il cambiamento e identifica questo secolo, ma ci rende dipendenti dalla tecnologia tanto da non poterne fare a meno , come se ogni singola funzione che svolge sia diventata indispensabile per la routine quotidiana, dimenticando che siamo delle persone con un’anima, con emozioni e sentimenti che non potranno mai essere sostituiti da nessun dispositivo elettronico.

Scritto da FENAROLI MIRKO, classe 4^AI

LA MUSICA NEL CUORE

La musica ha rivoluzionato l’opera dell’arte, ed ancora oggi è una filosofia che si ascolta sempre, in ogni momento. La musica caratterizza anche la giornata, dipende anche dall’umore che si ha, ti solleva il morale in base al momento in cui ci troviamo; grazie a questo si può ascoltare qualsiasi genere che si sente,dalla musica classica in base alle grandi opere storiche che ancora oggi vengono ascoltate nei momenti rilassanti, ad altri generi. Personalmente ascolto la musica attraverso il genere che trovo a mio agio, per esempio la musica pop, dove ci sono cantanti che ti fanno venire voglia di ascoltarli grazie alla loro bravura, oltre ad ascoltare la musica,un’altra opportunità che la musica ancora oggi viene ascoltata,è che segue il passato perche è forse l’unico genere che viene ancora ascoltato senza questa, il mondo sarebbe perso,per fortuna invece si è evoluta sempre; le persone possono esprimere pareri differenti c’è chi preferisce una musica magari con una cultura più rappresentative, da quelle più movimentate,e con maggior ritmo rispetto allora. Ci sarà sempre una canzone che verrà sempre ascoltata, che prevale sulle altre, e l’ascoltiamo per la situazione che viviamo, sarà una musica impressa nella nostra mente ,che non verrà mai dimenticata.

Scritto da THOMAS FOLSI, classe 4^AI

 

 

 

CREDO IN QUEL CHE SONO?

Io credo molto in me stesso,quando faccio qualcosa sono sicuro di me,e non mi tiro mai indietro.
A volte sbaglio ad essere troppo sicuro perché non ragiono,magari,sulle conseguenze delle mie azioni.
La mia sicurezza però molte volte mi ripaga,e ne sono fiero;spero di non perdere mai questa forza interiore del mio carattere.
Fino ad ora non mi è mai capitato di avere cali di autostima.
Spero in futuro di non fare errori causati dall’insicurezza, dalla sfiducia o da un momento di debolezza che si può provare in situazioni di disagio, di disorientamento, ad esempio quando si ha una grande delusione,si perdono le certezze e ti senti perso senza nessun punto di riferimento.
Ho sempre tanti sogni e la mia autostima mi dà la forza per cercare di realizzarli.

Scritto da STEFANO PESSANI, classe 4^AI

 

 

 

TU CREDI IN QUEL CHE SEI?

Attualmente è molto importante credere in quel che si è. Le persone che ho vicino mi aiutano e non mi deridono, mi hanno sempre capito e mi hanno sempre aiutato in situazioni di difficoltà, ma capita a tutti di essere derisi, anche a me è capitato a volte di finire in una situazione del genere ed essere demotivato, ma ho sempre superato quel momento. Infatti bisogna credere in quello che si vuole fare e non essere scoraggiati da quello che dicono gli altri, bisogna avere autostima e se si è capaci di affrontare queste situazioni si riesce a vivere e affrontare i problemi della vita in un modo migliore, l’esempio dell’attrice Kate Winslet fa capire in che modo ci si deve comportare se si è derisi o gli altri cercano di demotivarti, perché non sempre i giudizi della gente sono giusti, occorre sempre credere in sé stessi e andare avanti, perché solo così si può riuscire nel proprio intento.

Scritto da SINGH PAVNEESH, classe 4^AI

 

LA LOTTA CONTRO LA MAFIA.

Gaetano Costa (Caltanissetta, 1916 – Palermo, 6 agosto 1980) è stato un magistrato italiano ucciso dalla mafia.
Procuratore Capo di Palermo all’inizio degli anni ottanta, fu assassinato dalla mafia il 6 agosto 1980, mentre sfogliava dei libri su una bancarella, sita su un marciapiede di via Cavour a Palermo, a due passi da casa sua; fu freddato da tre colpi di pistola sparatigli alle spalle da due killer in moto. La causa di quella spietata esecuzione, é stata la firma personale dei mandati di cattura nei confronti del boss Rosario Spatola e alcuni dei suoi uomini, che altri suoi colleghi avevano rifiutato di firmare
Di lui scrisse un suo sostituto che era un uomo “di cui si poteva comperare solo la morte”. Al funerale parteciparono poche persone soprattutto pochi magistrati.
Non va dimenticato che, pur essendo l’unico magistrato a Palermo al quale, in quel momento, erano state assegnate un’auto blindata ed una scorta, non ne usufruiva ritenendo che la sua protezione avrebbe messo in pericolo altri e che lui era uno di quelli che “aveva il dovere di avere coraggio”.
Nessuno è stato condannato per la sua morte ancorché la Corte di assise di Catania ne abbia accertato il contesto individuandolo nella zona grigia tra affari, politica e crimine organizzato.
Da molti settori, compresa la Magistratura, si è cercato di farlo dimenticare anche, forse, per nascondere le colpe di coloro che lo lasciarono solo e, come disse Sciascia, lo consegnarono alla vendetta mafiosa.

Scritto da SINGH SHARAN, classe 4^BI

 

 

 

LA MUSICA NEL CUORE

Ognuno di noi nel corso della propria vita ha avuto il suo rapporto con la musica: è inevitabile perché la musica accompagna noi durante le nostre giornate e il nostro vissuto. Ognuno di noi poi si pone a modo suo di fronte alla musica, ognuno ha il suo genere, ognuno ha le sue idee.
La musica a mio parere è tutto, qualsiasi cosa potrebbe essere musica, la musica si può fare con tutto, con le mani con gli oggetti con qualsiasi cosa basta produrre un suono! Ad esempio chi fischietta allegramente per strada o chi picchia con la penna sul banco. La musica esiste da sempre ed insieme a noi si evolve. La musica è compagna nella nostra vita nei momenti migliori e felici della vita ed è presente persino nei momenti più tristi; la musica si adatta a tutto e tutti, è compagnia e sollievo. La musica è in noi non c’è bisogno di cercarla, è lei che trova noi.

Scritto da MORZENTI GABRIELE, classe 4^BI

 

 

E TU CREDI IN QUEL CHE SEI?

Cosa significa credere in quel che si è? Forse è accettarsi per quello che si è veramente, per come siamo venuti al mondo. Viene messo al centro dell’attenzione di molti, la vita che vivono i “famosi” di come loro vengano condizionati per restare sempre famosi, essendo condizionati a fare scelte che il mondo impone. Purtroppo è una realtà che esiste da sempre, ormai, se non hai i capelli come quello, se non hai i muscoli come quell’atleta, se non sei magro come quello etc… non sei nessuno:
Ma chi ha detto queste cose? I primi sono i media; la televisione ci condiziona parecchio, ciò che ci circonda ci fa divenire persone condizionate quindi crediamo in quello che fanno gli altri, e nonostante commettano qualche errore, si accetta tutto purché ci si senta apprezzati.
Credere i quel che siamo significa che noi ci sentiamo liberi di scegliere il nostro percorso di vita, senza attendere acclamazioni dal prossimo perché prima o poi anche quelle persone possono non credere più in te. Credere in se stessi è credere che possiamo realizzarci davvero, non dobbiamo lasciarci imprigionare da ciò che fanno i “famosi”, anzi, credo che loro siano i primi (o dovrebbero essere tutti cosi) a dirci di credere in noi, inseguendo il nostro sogno.

Scritto da BEDOYA ALESSANDRO, classe 4^BI

 

 

 

Col tempo capisci chi sei

Specialmente quando andavo alle scuole medie, credere in me stessa non era assolutamente una cosa facile… A ripensarci ora, è stato un periodo strano della mia vita; vedevo tutte le mie amiche come se fossero anni più grandi e mature di me, sebbene alla fine avessimo tutte la stessa età. Non mi trovavo per nulla al loro livello, ero molto più insicura di quanto non lo sia adesso… Mi sentivo diversa.Un po’ potrebbe essere stato anche a causa dei miei gusti e dei miei hobby, come ad esempio i videogiochi, le corse automobilistiche, l’informatica… Tutte cose forse inusuali per una ragazza. Non parliamo poi della questione “ragazzi”, non era proprio il periodo.Inoltre, in quegli anni non ero una ragazza che usciva spesso la sera (non che adesso le cose siano cambiate tantissimo, in questo senso), un po’ per mancanza di voglia, ma anche per volere dei miei genitori. Ed inoltre, tanto per fare un esempio, c’è da dire che luoghi come le discoteche non fanno proprio per me.Ma chi lo sa, magari erano tutte paranoie che mi facevo allora.Adesso invece, durante questi anni delle scuole superiori, sto imparando piano piano ad accettarmi per quello che sono, ma soprattutto a credere in me stessa. Ho capito che in fondo, essere “diversa” può risultare una bella cosa; non è più qualcosa a cui dò molto peso, negativamente parlando, anzi. Posso dire di sentirmi al pari dei miei compagni di classe, ed è davvero una bella sensazione.Che dire, se questa mia diversità mi ha portato pure a trovare un ragazzo, vuol dire che non è una cosa così brutta, no?

Scritto da BELUSSI SERENA, classe 4^BI

 

MUSICA PER OGNI TEMPO…

La musica rappresenta per me una espressione importante fra ciò che sta sopra di noi e noi, la musica avvolge tutti i nostri sensi, la musica accompagna con i diversi ritmi e combinazioni di note tanti momenti della nostra vita: la musica cha ascolta la nostra mamma quando siamo in pancia, la musica della scuola, il nostro cantante preferito, la musica del nostro matrimonio e le nostre cerimonie, la musica che accompagna i nostri cari all’ ultimo viaggio. La musica è parte integrante di noi e del nostro ambiente.

Scritto da FIENI ALESSANDRO, classe 3^AI

 

 

 

PERSONE IN-CREDIBILI

Io credo in quello che sono. E non è facile arrivare alla consapevolezza di dire: “Io in quello che sono ci credo, credo in quello che diventerò, credo in quello che ho fatto, che faccio e che farò senza alcun rimpianto”. Fortunatamente nel corso della mia crescita personale ho sempre avuto accanto a me gente che mi educava, mi aiutava, valorizzava le mie capacità, gratificandomi quando giusto e rimproverandomi quando necessario. Il segreto per poter dire appieno di credere in se stessi è farsi scivolare addosso tutte le considerazioni negative e le critiche che la gente costantemente ti rivolge; anzi trarre forza da esse perché spesso le persone che ti criticano lo fanno solamente per invidia. Quindi ho imparato che quando qualcuno mi critica e come se in realtà mi gratificasse e mi rendesse importante e questo mi incita a credere sempre più in me stesso e in quello che sto facendo. Ma quale parte di me viene gratificata attraverso la critica? Sicuramente la stima che ho di me stesso in quanto ogni critica, invece di demolirmi, mi rinforza, mi incita a fare meglio, mi porta a credere in me stesso e in quello che sono realmente. Spesso la confusione in tanti adolescenti deriva dal fatto che in una società tanto ostile al diverso, ognuno di noi in base al contesto in cui si trova, alle persone con cui parla, all’immagine che vuole dare di se si maschera nascondendo la sua vera personalità, il suo essere autentico. E quale delle tante maschere che portiamo è veramente noi stessi? L’unico mondo in cui siamo realmente noi stessi è con le persone speciali della nostra vita, perché il bello delle persone speciali è il modo in cui ti fanno sentire unico, ti aiutano a metterti in gioco per quello che sei realmente. Con una persona importante non puoi fingere a lungo di essere diverso, e così quando il tempo usura pian piano la maschera che porti vedi il tuo vero essere. Siano allora importanti nella vita le amicizie vere e speciali quelle che ci fanno credere in ciò che siamo senza farci nemmeno pensare al fatto di cambiare per piacere a qualcun’altro.

Scritto da FUSINI ALESSIO, classe 3^AI

 

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I.S.I.S. - Serafino Riva

 

 

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